Isabella Liberto – Il pianto del Corvo

Abbiamo il piacere di essere di nuovo qui con Isabella Liberto che oggi ci parlerà del suo nuovo libro “Il pianto del Corvo” pubblicato dalla 0111 Edizioni il 30 aprile 2021.

Trama del libro: A causa di un grave incidente, Jane Logan, studentessa ventiquattrenne, si risveglia in un luogo oscuro e terribile. Sconvolta e spaesata, cerca di capire cosa le sia successo e quando scopre di trovarsi bloccata in un limbo, il suo intero universo crolla.

L’incontro con Gregory, principe misterioso e tormentato di quel regno, rappresenterà per Jane un punto di svolta. Gregory riesce ad affascinarla e spaventarla allo stesso tempo, e per quanto Jane si sforzi di stargli lontano, una forza misteriosa la lega a lui in modo inspiegabile.

Tra creature sinistre, prove impossibili da superare e un incredibile segreto da scoprire, Jane vivrà un’avventura fuori dal tempo in un mondo che mai avrebbe immaginato.

Dunque Isabella, è un piacere averti di nuovo qui con noi, ti va di svelarci alcune curiosità sulla trama e spiegaci come è nata questa nuova storia?

Anche per me è un piacere! Posso dirvi che questa storia nasce da un sogno, o meglio da un incubo avuto diverso tempo fa, che ammetto mi ha un po’ destabilizzata. È stato talmente vivido e talmente toccante per me, anche nei giorni seguenti (non riuscivo proprio a levarmelo dalla testa) che ho deciso di buttarlo su carta per razionalizzarlo e, forse, esorcizzarlo in qualche modo. Man mano che ideavo la storia, man mano che ricordavo il sogno e lo “nutrivo” con la scrittura, venivano fuori nuovi elementi che componevano un fantasy a tinte dark, e un po’ fuori dai canoni classici del genere di riferimento.

Si tratta di una storia d’amore e sull’amore, le emozioni sono sempre presenti e alcune parti, lo confesso, sono state particolarmente difficili da scrivere perché piuttosto intense e, spesso, mentre scrivevo mi commuovevo. Ammetto di essermi lasciata trasportare molto da questa storia, di aver riversato nel testo molto di me stessa, dei miei sentimenti. C’è molto di me in questo libro, ed è stato appassionante per me scrivere la storia di Jane e Gregory.

Tu hai scritto quattro thriller prima di questo libro. È stato difficile cambiare genere? E stai pensando di scrivere altri libri fantasy?

Pensavo da tempo di cimentarmi in nuovi generi, e mettermi alla prova con storie che fossero un po’ distanti da quello che ho scritto finora. In tanti mi hanno chiesto spesso di scrivere un romance o un fantasy, perché nei miei libri ho sempre inserito una punta d’amore, e mi dicevano che sarebbe stato bello se avessi approfondito la questione romance, e devo dire che la sfida mi affascinava. Quando ho fatto quel sogno ho deciso di cogliere la palla al balzo e mettermi alla prova.

Credo che per uno scrittore sia stimolante tentare altri generi, e penso che almeno una volta nella vita debba provare a mettersi in gioco. Come lettrice sono “onnivora”, leggo di tutto, poi è chiaro che preferisco un genere rispetto agli altri; mi piaceva l’idea di provare a fare lo stesso anche come scrittrice.

Non so se ci saranno altri fantasy, altri romance, o altri generi ancora. Confesso che l’idea mi intriga ma non ci ho ancora pensato seriamente. Vedrò di farmi guidare dalle sensazioni e dalle emozioni, e se un’idea giusta bussa alla porta, sicuramente la farò entrare.

La stesura del libro ha richiesto molto tempo?

In realtà i giorni “concreti” di scrittura non sono stati molti. Ho iniziato a scrivere il testo qualche giorno dopo “il sogno”, e ho buttato giù quasi metà libro in un paio di giorni, presa dalla foga. Poi però per motivi personali e lavorativi l’ho dovuto mettere da parte, e per molti mesi non sono riuscita a dedicarmi alla scrittura, anche se avevo le idee e sapevo come proseguire e continuare. Diciamo quindi che il testo è stato scritto in due momenti diversi, e la scorsa estate, in un periodo di pausa da tutto, sono riuscita finalmente a ultimarlo. Avevo già deciso che non avrei pubblicato nel 2020 – cosa che ho spiegato anche a Stefania Lovati, l’editore, che è stata molto comprensiva e non mi ha messo alcuna pressione addosso – per tutta una serie di motivi personali e anche a causa dei momenti difficili che abbiamo vissuto tutti con la pandemia. Onestamente non me la sentivo di far uscire il libro in un clima così, e ho pensato di inviarlo alla fine dell’anno, in modo da regolarci per il 2021, con la situazione un tantino più calma (anche se ancora la strada è lunga, purtroppo).

Come mai proprio il Corvo? Puoi spiegarci?

Il corvo è un animale che mi ha sempre suscitato sensazioni ambigue. Da un lato mi fa paura, perché scuro, possente e minaccioso. È un animale saprofago, si nutre di morte, ha uno sguardo intenso non proprio “amichevole” ed è stato spesso associato in letteratura a situazioni antagoniste e di morte; dall’altro, però, mi piace: è il simbolo del “dark”, l’essenza di tutto ciò che è oscuro e, paradossalmente, mi attrae per gli stessi motivi per cui mi respinge. Gregory, il principe del Purgatorio, è uguale. Anche lui si nutre di morte, ha un passato difficile, una natura tormentata che l’ha reso oscuro, fa paura a molte delle anime con cui viene in contatto; ma Jane si sente comunque attratta da lui, perché riesce a vedere dell’altro, qualcosa che a parole non si può spiegare, ma che la porta a entrare in contatto con lui e vincere le iniziali resistenze.

Il corvo rappresentava perfettamente l’essenza di Gregory: oscuro, pauroso e possente; ma anche attraente ed essenziale per la natura del luogo descritto (così come gli animali saprofagi sono essenziali per la nostra natura).

Questa è la tua quinta pubblicazione con noi, ormai fai parte della “rosa degli autori affezionati” alla 0111 Edizioni.

Vi dirò, quando ho annunciato che avrei pubblicato un nuovo libro, ben tre colleghi (mi spiace un po’ dirlo) mi hanno chiesto se si trattasse dello stesso editore o se avessi cambiato, il che mi ha lasciata un po’ perplessa. Nel corso degli anni ho notato molti autori “volare di fiore in fiore” cambiando editori una volta l’anno (chiaramente quelli che pubblicano un libro all’anno). Non sono mai stata d’accordo con questa cosa, con tutto il rispetto. Ritengo che per quanto riguarda i piccoli editori – perdonatemi e non fraintendetemi – sia inutile pubblicare con case editrici diverse, perché le condizioni contrattuali sono pressoché identiche. Una volta un collega mi ha chiesto se fossi intenzionata a cambiare anch’io, e gli ho risposto che lo farei solo se si trattasse di un grosso editore (non voglio essere ipocrita) e di una proposta, quindi, impossibile da rifiutare. In caso contrario, “resto a casa”. Magari in molti sono convinti che cambiando editore raggiungeranno prima la strada dei “soldi e della fama” (due cose che in tanti desiderano, in troppi…). Non hanno capito che non è così facile, e anche pubblicando con un grosso editore la strada è tutta curve e in salita. Per quanto mi riguarda, in base all’esperienza che ho accumulato in quattro anni, posso dire che ci sono dei gioielli di autori e di libri anche – e forse soprattutto – nella piccola editoria, e pubblicare con un editore molto famoso è solo una questione di fortuna, non di bravura (senza offesa per nessuno, ovviamente). Idem per il “successo”, cosa che comunque detto in tutta sincerità, non mi è mai importato.

Tu infatti sei molto discreta da questo punto di vista, lo si capisce anche dal modo in cui ti approcci ai social: ti si vede davvero poco di persona, pochissime foto e niente video. Non credi che sia il caso di cominciare a regalare un po’ più di te stessa?

No, e per come sono fatta temo che non lo farò mai. Per anni ho visto autori e autrici mettere in mostra se stessi e non i propri libri; pubblicizzare la propria immagine, piuttosto che il proprio lavoro (parlo anche di autori che si autopubblicano un libro su Amazon e poi si comportano come i nuovi Oscar Wilde, pensando addirittura di diventare editori, senza avere la minima esperienza e competenza del processo editoriale e, in generale, del mondo editoriale) fare video, storie su Instagram, elemosinare interviste (anche pagando profumatamente per farlo) solo per stare al centro dell’attenzione. Questo per me è deleterio per due motivi fondamentali: primo, ci si presenta come egocentrici e amanti dei riflettori, poco interessati quindi alla presentazione del proprio lavoro, e molto più interessati alla sponsorizzazione di se stessi; due, strettamente collegato al primo, spesso si suscita antipatia, e questo sentimento si riversa inevitabilmente in modo negativo anche sulla vendita dei propri libri (e già l’Italia conta percentuali di vendita di libri molto basse rispetto al resto d’Europa o del mondo).

E a proposito di vendite dei libri, vogliamo appunto ricordare ai nostri lettori che Isabella ha pubblicato altri romanzi con noi, di seguito elenchiamo i titoli, così che possiate trovarli facilmente.

Anime di carta

Il Roseto Nero di Alice De Ravin

La stanza 123

Angeli di pietra

Di seguito indichiamo alcuni link d’acquisto utili anche per “Il pianto del Corvo”, così da poter reperire il libro, sia in formato cartaceo che ebook, segnalando come sempre il nostro store online La banda del book che offre uno sconto sulla versione cartacea.

La banda del book

Amazon

Ibs

Cara Isabella, ti ringraziamo ancora una volta per essere stata con noi e averci parlato del tuo libro. Segnaliamo ancora una volta ai nostri lettori che puoi essere contattata ai seguenti link e indirizzi.

Potete trovarmi su tutti i social, FacebookInstagramTwitter Youtube, e se volete potete visitare anche il mio sito web personale.

Di seguito segnaliamo anche il link per il trailer book de “Il pianto del Corvo”.

Per leggere un’anteprima de “Il pianto del Corvo”, clicca qui.

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